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21 Luglio 2014
La seconda metà del Luglio 2014 sarà senza dubbio ricordata per infinite motivazioni, individuali o collettive tra cui c'è la delirante empasse della categoria dei giudici di tutto il mondo(generalizzo geograficamente quanto tematicamente).
Cito solamente, per ovvie ragioni (annoiare consapevolmente chi dovesse leggere queste riflessioni sarebbe quanto meno difficile da spiegare), lo spettacolare quanto inatteso ribaltamento della sentenza di primo grado che ha sancito l'innocenza dell'ex premier Silvio Berlusconi nel processo relativo alla vicenda "Ruby".
Rifletterei piuttosto su altre due sentenze rimbalzate sui media, una il 16 e l'altra il 20 Luglio.
La sentenza pronunciata il 16 Luglio scorso è stata emessa dal tribunale di Bordeaux (FRA) ed ha condannato Caroline Doudet, popolare blogger critica gastronomica alla correzione del titolo di un suo post ed al pagamento di €1.500 in favore della titolare del ristorante Il Giardino di Cap Ferret, come risarcimento per una recensione intitolata "Il posto da evitare a Cap Ferret, il Giardino", letta da tante persone che ha finito per comparire, sul web, in cima ai risultati dei motori di ricerca tipo google, per chiunque cercasse il nome del ristorante.
La corte non è entrata nel merito del contenuto del post pubblicato dalla blogger. Ha, invece, ribadito l'inviolabile diritto di esprimere qualsivoglia giudizio, purchè non offensivo e dunque non lesivo nei confronti di terzi. Ha però ritenuto sanzionabile, perchè lesivo, il fatto che l'articolo risultasse meglio indicizzato, addirittura dello stesso sito istituzionale del ristorante.
La sentenza di oggi, 20 Luglio 2014 è stata invece pronunciata da un tribunale della Florida (USA) che ha condannato la RJ Reynolds (uno dei principali produttori mondiali di tabacco) al pagamento di $ 23,6 miliardi in favore di Cynthia Robinson a titolo di risarcimento per la morte del marito 36enne (convinto tabagista), consolidando in giudizio (negli Stati Uniti ogni sentenza ha valore di precedente "condizionante" i futuri giudizi su analoghe fattispecie) il nesso di causalità, fumo-tumore al polmone.
Dunque perchè definire queste due sentenze come "delirante empasse della categoria dei giudici"?
Uno degli avvocati che hanno intentato la causa contro la RJ Reynolds ha dichiarato alla BBC di esser consapevole che l'entità della sanzione comminata sia esagerata e che verrà ridotta in appello. Ma ha anche precisato il valore immateriale della mega multa; "da quando ci sono stati i primi ricorsi contro l'industria del tabacco e le prime condanne, nulla è cambiato nella condotta commerciale dei produttori. Un multa così serva dunque da ammonimento perchè le cose cambino".
La "perversione" della sentenza di condanna pronunciata nei confronti di Caroline Doudet sta nel fatto che l'imputata non solo non ha messo in atto alcuna condotta lesiva degli interessi del ricorrente (non è certo la blogger a stabilire le regole che i motori di ricercano usano per ordinare i risultati delle ricerche).
In entrmabe i casi la sensazione epidermica è che i ricorrenti più che cercare giustizia abbiano usato i tribunali per farsi giustizia. Ma riflettendo con più attenzione ci si rende conto che la chiave è il ruolo e l'azione del legislatore e l'eterno conflitto d'interessi tra lobbysti (coloro che promuovono e tutelano gli interessi di determinate categorie di persone) e legislatori (coloro che promuovono e tutelano gli interessi della comunità intera.)
Sentenza Caroline Doudet
http://www.bbc.com/news/technology-28331598
Sentenza RJ Renynolds
http://www.corriere.it/esteri/14_luglio_20/colosso-tabacco-deve-risarcire-vedova-fumatore-236-miliardi-0eb63526-1003-11e4-85b4-48e325e86ce9.shtml
diritto all'informazione,
Giustizia,
libertà espressione,
Tabacco
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di Gianbattista Tagliani @gian2910
La seconda metà del Luglio 2014 sarà senza dubbio ricordata per infinite motivazioni, individuali o collettive tra cui c'è la delirante empasse della categoria dei giudici di tutto il mondo(generalizzo geograficamente quanto tematicamente).
Cito solamente, per ovvie ragioni (annoiare consapevolmente chi dovesse leggere queste riflessioni sarebbe quanto meno difficile da spiegare), lo spettacolare quanto inatteso ribaltamento della sentenza di primo grado che ha sancito l'innocenza dell'ex premier Silvio Berlusconi nel processo relativo alla vicenda "Ruby".
Rifletterei piuttosto su altre due sentenze rimbalzate sui media, una il 16 e l'altra il 20 Luglio.
La sentenza pronunciata il 16 Luglio scorso è stata emessa dal tribunale di Bordeaux (FRA) ed ha condannato Caroline Doudet, popolare blogger critica gastronomica alla correzione del titolo di un suo post ed al pagamento di €1.500 in favore della titolare del ristorante Il Giardino di Cap Ferret, come risarcimento per una recensione intitolata "Il posto da evitare a Cap Ferret, il Giardino", letta da tante persone che ha finito per comparire, sul web, in cima ai risultati dei motori di ricerca tipo google, per chiunque cercasse il nome del ristorante.
La corte non è entrata nel merito del contenuto del post pubblicato dalla blogger. Ha, invece, ribadito l'inviolabile diritto di esprimere qualsivoglia giudizio, purchè non offensivo e dunque non lesivo nei confronti di terzi. Ha però ritenuto sanzionabile, perchè lesivo, il fatto che l'articolo risultasse meglio indicizzato, addirittura dello stesso sito istituzionale del ristorante.
La sentenza di oggi, 20 Luglio 2014 è stata invece pronunciata da un tribunale della Florida (USA) che ha condannato la RJ Reynolds (uno dei principali produttori mondiali di tabacco) al pagamento di $ 23,6 miliardi in favore di Cynthia Robinson a titolo di risarcimento per la morte del marito 36enne (convinto tabagista), consolidando in giudizio (negli Stati Uniti ogni sentenza ha valore di precedente "condizionante" i futuri giudizi su analoghe fattispecie) il nesso di causalità, fumo-tumore al polmone.
Dunque perchè definire queste due sentenze come "delirante empasse della categoria dei giudici"?
Uno degli avvocati che hanno intentato la causa contro la RJ Reynolds ha dichiarato alla BBC di esser consapevole che l'entità della sanzione comminata sia esagerata e che verrà ridotta in appello. Ma ha anche precisato il valore immateriale della mega multa; "da quando ci sono stati i primi ricorsi contro l'industria del tabacco e le prime condanne, nulla è cambiato nella condotta commerciale dei produttori. Un multa così serva dunque da ammonimento perchè le cose cambino".
La "perversione" della sentenza di condanna pronunciata nei confronti di Caroline Doudet sta nel fatto che l'imputata non solo non ha messo in atto alcuna condotta lesiva degli interessi del ricorrente (non è certo la blogger a stabilire le regole che i motori di ricercano usano per ordinare i risultati delle ricerche).
In entrmabe i casi la sensazione epidermica è che i ricorrenti più che cercare giustizia abbiano usato i tribunali per farsi giustizia. Ma riflettendo con più attenzione ci si rende conto che la chiave è il ruolo e l'azione del legislatore e l'eterno conflitto d'interessi tra lobbysti (coloro che promuovono e tutelano gli interessi di determinate categorie di persone) e legislatori (coloro che promuovono e tutelano gli interessi della comunità intera.)
Sentenza Caroline Doudet
http://www.bbc.com/news/technology-28331598
Sentenza RJ Renynolds
http://www.corriere.it/esteri/14_luglio_20/colosso-tabacco-deve-risarcire-vedova-fumatore-236-miliardi-0eb63526-1003-11e4-85b4-48e325e86ce9.shtml
di Gianbattista Tagliani @gian2910
Il 23 ottobre 2002 a Mosca, un commando Ceceno ha fatto irruzione nel teatro Dubrovka e dopo un breve conflitto a fuoco ha sequestrato il pubblico presente in sala, 850 persone.
Dopo un assedio di due giorni e mezzo le forze speciali russe del Gruppo Alpha hanno immesso nel sistema di ventilazione del teatro un agente chimico tutt'ora sconosciuto e hanno liberato il teatro. I 40 componenti il commando sono stati uccisi nell'operazione e 130 sono state le vittime dei terroristi.
Il 4 Febbraio 2013 un blitz dell'FBI ha liberato Ethan il piccolo di 5 anni sequestrato sul suo scuola bus e tenuto prigioniero per 7 giorni in un bunker in Alabama da un veterano del Vietnam. Nel corso del blitz il sequestratore, Jimmy Lee Dykes è stato ucciso.
Sabato 21 Settembre 2013, Nairobi Kenya. Un commando di circa 17 persone, identificatosi come affiliato ad al-Shabab ha preso in ostaggio gli avventori del centro commerciale Westgate.
Il numero delle vittime non è ancora stato accertato. Poco più di 70 persone uccise stando alle fonti ufficiali a cui andrebbero aggiunte altre 137 persone stando a quanto diffuso via Twitter dai terroristi.
Tre casi uniti da un filo affatto sottile. La massiccia presenza dei media sul luogo ha inciso in modo non marginale sulle operazioni di salvataggio.
Il caso del piccolo Ethan è senza dubbio il più significativo. Come già detto, Jimmy Lee Dykes, il rapitore si è barricato assieme alla sua vittima, in un bunker sotterraneo.
Appena sentita la notizia d'impulso ho pensato: Dykes si è infilato in un vicolo cieco e un blitz per liberare Ethan non dovrebbe essere nè difficile nè rischioso. Poi seguendo la cronaca dei fatti in tv ho sentito un passaggio chiave; il rapitore, comunicando con l'esterno ha messo in guardia le autorità che, avendo lui modo di monitorare qualsiasi cosa accadesse fuori dal bunker, avendo diversi televisori sintonizzati sui canali all news USA, se avesse visto qualcosa di anomalo avrebbe ucciso l'ostaggio.
In quel momento mi sono chiesto: ma il diritto di cronaca e il diritto all'informazione quanto valgono, se per garantirli si mette in pericolo la vita di una persona?
Tenuto conto dell'incremento del numero di azioni violente che prevedono una partecipazione in tempo reale dei media, sarà un tema da dibattere velocemente per evitare che i rischi diventino effetti collaterali.
diritto all'informazione,
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Il 23 ottobre 2002 a Mosca, un commando Ceceno ha fatto irruzione nel teatro Dubrovka e dopo un breve conflitto a fuoco ha sequestrato il pubblico presente in sala, 850 persone.
Dopo un assedio di due giorni e mezzo le forze speciali russe del Gruppo Alpha hanno immesso nel sistema di ventilazione del teatro un agente chimico tutt'ora sconosciuto e hanno liberato il teatro. I 40 componenti il commando sono stati uccisi nell'operazione e 130 sono state le vittime dei terroristi.
Il 4 Febbraio 2013 un blitz dell'FBI ha liberato Ethan il piccolo di 5 anni sequestrato sul suo scuola bus e tenuto prigioniero per 7 giorni in un bunker in Alabama da un veterano del Vietnam. Nel corso del blitz il sequestratore, Jimmy Lee Dykes è stato ucciso.Sabato 21 Settembre 2013, Nairobi Kenya. Un commando di circa 17 persone, identificatosi come affiliato ad al-Shabab ha preso in ostaggio gli avventori del centro commerciale Westgate.
Il numero delle vittime non è ancora stato accertato. Poco più di 70 persone uccise stando alle fonti ufficiali a cui andrebbero aggiunte altre 137 persone stando a quanto diffuso via Twitter dai terroristi.
Tre casi uniti da un filo affatto sottile. La massiccia presenza dei media sul luogo ha inciso in modo non marginale sulle operazioni di salvataggio.
Il caso del piccolo Ethan è senza dubbio il più significativo. Come già detto, Jimmy Lee Dykes, il rapitore si è barricato assieme alla sua vittima, in un bunker sotterraneo.
Appena sentita la notizia d'impulso ho pensato: Dykes si è infilato in un vicolo cieco e un blitz per liberare Ethan non dovrebbe essere nè difficile nè rischioso. Poi seguendo la cronaca dei fatti in tv ho sentito un passaggio chiave; il rapitore, comunicando con l'esterno ha messo in guardia le autorità che, avendo lui modo di monitorare qualsiasi cosa accadesse fuori dal bunker, avendo diversi televisori sintonizzati sui canali all news USA, se avesse visto qualcosa di anomalo avrebbe ucciso l'ostaggio.
In quel momento mi sono chiesto: ma il diritto di cronaca e il diritto all'informazione quanto valgono, se per garantirli si mette in pericolo la vita di una persona?
Tenuto conto dell'incremento del numero di azioni violente che prevedono una partecipazione in tempo reale dei media, sarà un tema da dibattere velocemente per evitare che i rischi diventino effetti collaterali.
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