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19 Novembre 2013
di Gianbattista Tagliani @gian2910
Ma perché Letta e Napolitano blindano Cancellieri? Non é un atto politico nei confronti del governo la sfiducia. La contestata inopportunità del ministro non ha rilevanza politica reale, se non in un paese di quaccheri, non in senso metaforico, in senso stretto. Per cui mi viene spontaneo pensare che se Premier e Presidente della Repubblica ci mettono la faccia con tanta determinazione, questo sia perché la Cancellieri é una fuoriclasse, una di cui non puoi fare a meno per realizzare il tuo piano. Però nessuno lo dice in modo particolarmente netto e chiaro.
Certo, in quest'era di Inquisizione 2.0 non ci si deve esporre troppo sennò ci si compromette (Cancellieri insegna per l'appunto). Quindi, malizioso, fantastico su "altro". In ogni caso, mi spiacerebbe se non si votasse una sfiducia perché sarebbe l'occasione di un evento storico per l'Italia...un precedente per il futuro. La prima volta in cui il parlamento statuisce che mentire é sbagliato, punibile e concretamente punito. Le dimissioni certo sarebbero la più efficace delle exit strategy. Non si deve neanche votare, la sfiducia. Che se la si votasse, seppur controvoglia, rappresenterebbe "il precedente" per cui nei futuri casi analoghi se ne dovrà tenere conto e seppur sempre ed ancor più di controvoglia si dovrà votare un'altra sfiducia e poi un'altra ancora...poi arriverà il giorno in cui non ci sarà più nessuno a votare la sfiducia di nessuno...
6 Novembre 2013
di Gianbattista Tagliani @gian2910
Su Il Giornale di ieri 5 Novembre, c'è un pezzo interessante e divertente di Marcello Veneziani (link) sull'uso del telefonino in Italia, non più strumento di comunicazione ma cimice per spiare e compromettere chiunque.
Il telefonino ha rivoluzionato i nostri costumi, dal linguaggio (una volta si rispondeva al telefono con "Ciao come stai?" oggi con "Ciao dove sei?) al comportamento (una volta le telefonate duravano molto molto di più di oggi, essendo molto molto meno frequenti). Eppure oggi lo vedo paradossalmente come l'unico appiglio per restare legati al mondo delle relazioni interpersonali e non del social sharing.
Di questo passo rischiamo di spersonalizzare sempre di più la comunicazione tra individui, pur di renderla il più possibile non attribuibile a noi stessi. Usando chat, blog e post in un "contesto" immateriale come il web rendiamo molto più arduo il compito di chi voglia attribuirci determinate parole, tali da far saltare una coppia, un matrimonio od un ministero. E così la menzogna trova il terreno più fertile possibile.
A. Cancellieri,
Datagate,
Il Giornale,
M. Veneziani
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di Gianbattista Tagliani @gian2910
Su Il Giornale di ieri 5 Novembre, c'è un pezzo interessante e divertente di Marcello Veneziani (link) sull'uso del telefonino in Italia, non più strumento di comunicazione ma cimice per spiare e compromettere chiunque.
Il telefonino ha rivoluzionato i nostri costumi, dal linguaggio (una volta si rispondeva al telefono con "Ciao come stai?" oggi con "Ciao dove sei?) al comportamento (una volta le telefonate duravano molto molto di più di oggi, essendo molto molto meno frequenti). Eppure oggi lo vedo paradossalmente come l'unico appiglio per restare legati al mondo delle relazioni interpersonali e non del social sharing.
Di questo passo rischiamo di spersonalizzare sempre di più la comunicazione tra individui, pur di renderla il più possibile non attribuibile a noi stessi. Usando chat, blog e post in un "contesto" immateriale come il web rendiamo molto più arduo il compito di chi voglia attribuirci determinate parole, tali da far saltare una coppia, un matrimonio od un ministero. E così la menzogna trova il terreno più fertile possibile.
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